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Il PUG di Bari per un patto solidale tra città e campagna

Contrasto al consumo di suolo e inclusione sociale

Nel Piano Urbanistico Generale del Comune di Bari la Telos ha curato le strategie generali e le proposte urbanistiche per la salvaguardia e valorizzazione delle aree verdi e agricole urbane e periurbane all'interno del "Patto Città Campagna", coordinando il Settore Ambiente.  

Secondo il PPTR “Il progetto territoriale regionale del Patto città campagna iniziato in sede di piano con il Patto di coprogettazione fra PPTR e PSR comporta che si restituisca qualità ambientale e paesaggistica a entrambi i territori: a quello urbano definendone con chiarezza i margini, le funzioni e gli spazi pubblici che caratterizzano storicamente la città, elevandone la qualità edilizia e urbanistica; a quello rurale restituendogli specificità e proprietà di funzioni; superando un processo degenerativo che ha visto nell’urbanizzazione della campagna, la crescita del degrado di entrambi gli ambienti di vita, quello urbano e quello rurale.” Nel definire le componenti del Patto Città Campagna, il PPTR indica due elementi fondamentali: i parchi agricoli multifunzionali e il ristretto.

Affinchè il patto città campagna diventi anche un’occasione di inclusione sociale, particolare attenzione dovrà essere rivolta al diretto coinvolgimento degli abitanti e alla considerazione degli spazi urbani e periurbani come habitat delle comunità locali. Infatti, come molti studi delle discipline umane e sociali hanno da tempo evidenziato, lo spazio e l’ambiente di vita (“habitat”) svolgono un ruolo determinante nelle politiche di integrazione e per molti gruppi sociali cui sono indirizzate le politiche urbane, esso è costituito anche dalle aree periferiche e marginali, ampiamente presenti nelle componenti del PCC, in particolare nel ristretto.
Il posizionamento in contesti di margine può rappresentare, infatti, un potenziale di espressione di significati e attività del tutto originali e diversi da quelli espressi dai centri urbani tradizionali. “Così le periferie, i margini, esprimono i significati che i centri a livello esplicito negano o reprimono e i margini, intesi come alterità, divengono il luogo che esprime tutte le entità sociali e culturali” (R. Shields) Ne consegue che “la società del centro permette alle sue marginalità di realizzare quei percorsi culturali, politici ed economici negati dal modello esplicito che afferma” (Matilde Callari Galli).
Per il PUG di Bari i temi fondamentali sono:

  • una forte frammentazione dei margini urbani causa di un Piano sovradimensionato e con una debole programmazione del processo attuativo, che ha permesso in attuazione diretta o attraverso l’approvazione di piani urbanistici esecutivi sparsi come isole nella campagna, spesso mal collegati e serviti anche sotto il profilo delle urbanizzazioni primarie;
  • una dinamica di consumo di suolo agricolo particolarmente rilevante;
  • la presenza di vaste aree periurbane dove le comunità insediate soffrono la mancanza di servizi e degrado ambientale dovuto a processi di abbandono del presidio agricolo o di convivenza con funzioni espulse dal centro urbano (discariche autorizzate o abusive, impianti tecnologici e detrattori di vario tipo) con conseguenti problemi di sicurezza ambientale e degrado sociale;
  • la qualità del paesaggio e la tutela e valorizzazione dei beni comuni ambientali e culturali delle aree periurbane.

Il recepimento del Patto città campagna per Bari affronta in particolar modo queste criticità.

Il PUG di Bari ha arricchito il quadro di analisi del DPI 2011 con elaborazioni specifiche riguardanti i suoli mettendo a confronto le caratteristiche pedologiche con le caratteristiche dei soprassuoli, cioè delle caratteristiche di uso degli spazi aperti extraurbani e periurbani con particolare riferimento alle componenti agricole e vegetazionali. Ne è derivata una classificazione sintetica dei suoli e della loro qualità e coerenza nel rapporto con il loro uso sintetizzata negli elaborati sulla qualità pedopaesaggistica. Tale strato informativo diviene riferimento analitico essenziale per selezionare gli spazi aperti di maggior pregio pedologico e paesaggistico individuati nelle classi più elevate di valore.
L’analisi della capacità dei suoli costituisce un’operazione tecnica di elevata specializzazione rispondente a metodologie da tempo codificate ed utilizzata alle diverse scale della pianificazione e programmazione anche da organismi internazionali (FAO). Tali analisi sono state applicate ai suoli di Bari per individuare le aree con minori limitazioni e quindi più vocate all’utilizzo agricolo in senso proprio, da 1 a 4. La classe 5 ad esempio che identifica le aree utilizzabili solo per scopi silvopastorali, in quanto sostanzialmente povere dal punto di vista pedologico, non appartiene alle classi che identificano i suoli idonei ad usi strettamente agricolo-produttivi e non è stata selezionata ai fini della presente elaborazione. All’interno delle classi di idoneità all’agricoltura sono stati scelti i suoli migliori identificando un insieme di aree con capacità d’uso prevalente di classe 1 e 2.
L’inviluppo delle aree migliori dal punto di vista pedo-paesaggistico e della capacità di uso agricolo dei suoli sono la base per l’individuazione della componente Parchi agricoli multifunzionali del PUG secondo le Linee guida del PPTR. Le aree selezionate rappresentano aree fondamentali per il mantenimento del presidio e di un’economia agricola nella “cintura verde” e nelle aree verdi periurbane di Bari. Il mantenimento del presidio agricolo costituisce elemento irrinunciabile per contenere il consumo di suolo, contrastare fenomeni di degrado ambientale e sociale, garantire un contesto paesaggistico di pregio anche rispetto alla valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed identitario e per la sua fruizione attraverso la rete delle mobilità dolce al fine di recepire in modo coerente ed integrato i diversi progetti strategici del PPTR.